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Proseguono i lavori al Giglio: iniziate le attivitą per preparare il falso fondale, lato mare


22/10/2012 - Isola del Giglio

(Only available in italian)Al Giglio, i lavori continuano senza sosta: attualmente sono circa 400 gli addetti, i tecnici e i sommozzatori che operano nel cantiere giorno e notte, 7 giorni su 7, con circa 20 mezzi navali a supporto.
Come annunciato, a fine mese di ottobre sarà completato il sistema di stabilizzazione del relitto, con i primi 4 sistemi di ancoraggio collegati e operativi.
Proprio in questi giorni, parallelamente, è iniziata una fase molto delicata e impegnativa del progetto: la preparazione del basamento sul quale si poggerà il relitto dopo la rotazione, composto da 6 piattaforme sottomarine, lato mare, e da un falso fondale, costituito da sacchi di cemento removibili, da posizionare nella zona di vuoto al centro del relitto.
Sono già infatti iniziate le prime trivellazioni per posizionare i pali di sostegno alle piattaforme, a cura della società inglese Frugo Seacore, leader mondiale nelle attività di perforazione offshore. Mentre, lato terra, in prossimità del relitto, si è posizionata la piattaforma di appoggio Pioneer, che garantirà la base logistica e operativa per la produzione, allestimento e posizionamento del falso fondale composto da sacchi di cemento removibili (grout bags).
In 7 cantieri italiani, sono in fase avanzata di costruzione i 30 cassoni di galleggiamento e i 6 basamenti sottomarini (piattaforme) che saranno consegnati gradualmente, a partire da fine ottobre, nel pieno rispetto della tempistica, in attesa di essere posizionati e installati.
Continua anche il costante monitoraggio ambientale, per prevenire qualsiasi impatto sull’ecosistema, marino e terrestre. Al momento, peraltro, non si rileva alcun particolare danno ambientale, non preventivabile a priori.
Il progetto di rimozione del relitto Concordia è un’operazione tecnico-ingegneristica estremamente complessa, dinamica e articolata: un processo che può subire modifiche e integrazioni in corso d’opera, che comunque non può prescindere da una costante e costruttiva condivisione tra gli ingegneri progettisti, i tecnici di cantiere e i componenti dell’Osservatorio.