IT EN

The Parbuckling Project

Concordia wreck removal project informative website


lost password? 
stabilization

1.

Holdback system
and stabilization

underwater

2.

Underwater support and
portside sponsons

parbuckling

3.

The Parbuckling

sponsons

4.

Starboard sponsons

refloating

5.

Refloating


MULTIMEDIA



MEDIA

Media requests form
photos/video



Preliminary phases

Il 20 gennaio, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri viene dichiarato lo stato di emergenza per il naufragio della nave da crociera Costa Concordia nel comune dell’Isola del Giglio fino al 31 gennaio 2013. Con l’opcm n. 3998, il Consiglio dei Ministri nomina il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, Commissario delegato per l'emergenza. Tra i compiti del Commissario delegato, coordinare gli interventi per superare l’emergenza, controllare l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da parte dell’armatore, con il potere di sostituirsi al soggetto responsabile in caso di inadempienza, e verificare che la rimozione del relitto avvenga in sicurezza.

Attività del Commissario delegato

Il dpcm del 20 gennaio 2012 dichiara lo stato di emergenza nel territorio dell’Isola del Giglio dove è avvenuto l’incidente della nave Costa Concordia e l’opcm n. 3998 del 20 gennaio 2012 nomina il Capo Dipartimento della Protezione Civile Commissario Delegato. I provvedimenti sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n 21 del 26 gennaio 2012.

Tra i suoi compiti: coordinare gli interventi per il superamento dell’emergenza, controllare l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da parte dell’armatore, con il potere di sostituirsi al soggetto responsabile in caso di inadempienza, e verificare che la rimozione del relitto avvenga in sicurezza.

A supporto delle attività del Commissario Delegato, è istituito un Comitato con funzioni consultive con il Sindaco del comune dell’Isola del Giglio, il Prefetto di Grosseto, e rappresentanti della Regione Toscana, dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti. Il Commissario si avvale, inoltre, di un Comitato tecnico – scientifico con esperti nei settori della tutela ambientale e del recupero navi appartenenti a diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della Protezione Civile.

Con la dichiarazione dello stato di emergenza, il Capo Dipartimento assume la “direzione strategica” delle operazioni, come previsto dall’art.11, comma 4, della legge n. 979 del 31 dicembre 1982. Viene, dunque, attivato il Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini, applicato allo specifico scenario in atto. Il Piano disciplina le modalità operative di intervento del Dipartimento e delle strutture centrali e periferiche del Servizio Nazionale della Protezione Civile. 

Le tappe principali

Gennaio: Operazioni di ricerca e soccorso, piani di monitoraggio e dichiarazione dello stato di emergenza

Febbraio: Incontri con la popolazione e avvio del piano di recupero del carburante

Marzo: Conclusione delle operazioni per il recupero del carburante

Aprile: Aggiudicazione del progetto di rimozione del delitto

Maggio: Passaggio di consegne tra Smit Salvage - Neri e Titan Salvage - Micoperi

Giugno: Istituzione dell’Osservatorio di monitoraggio

 

Scelta e approvazione del progetto di rimozione del relitto

Il 21 aprile viene ufficializzato da Costa Crociere l’esito della gara d’appalto per la rimozione del relitto: il vincitore è il consorzio italo-americano formato dall’italiana Micoperi e dall’americana Titan Salvage. Tra i sei progetti arrivati a Costa Crociere, tutti di elevata qualità, il Comitato tecnico di valutazione ha preferito quello di Titan Salvage/Micoperi perché risponde maggiormente ai principali requisiti richiesti: rimozione intera del relitto, minor rischio possibile, minor impatto ambientale possibile, salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’Isola del Giglio e massima sicurezza degli interventi. Una volta riportato nelle condizioni di poter galleggiare, il relitto sarà trainato in un porto italiano. Sarà compito delle società provvedere al ripristino dell'area marina.

Il piano è stato scelto da un Comitato Tecnico di valutazione, composto da esperti in rappresentanza di Costa Crociere, Carnival Corporation & plc, London Offshore Consultants e Standard P&I. La protezione dell’ambiente avrà la massima priorità nel corso di tutta la durata delle operazioni. Una volta completata la rimozione, si provvederà alla pulizia dei fondali e al ripristino della flora marina. Il piano prevede anche misure per la salvaguardia delle attività turistiche ed economiche dell’isola del Giglio: la presenza del personale che lavorerà alle operazioni di rimozione non avrà conseguenze significative sulla ricettività estiva dell’isola. La base operativa sarà fuori dall’isola e vi saranno raccolte apparecchiature e materiali necessari per gli interventi, in modo da evitare qualsiasi impatto sulle attività del porto turistico del Giglio.

Approvazione del progetto di rimozione del relitto

Il 15 maggio la Conferenza dei Servizi decisoria convocata dal Commissario delegato approva le operazioni previste dal progetto di massima per la rimozione e il recupero della nave proposto da Costa Crociere. Possono quindi iniziare le operazioni propedeutiche alla rimozione del relitto, a cui seguirà la messa in sicurezza del relitto stesso. 

Istituzione dell’Osservatorio di monitoraggio

Il 14 giugno Viene istituito l’Osservatorio di monitoraggio per assicurare l'esecuzione del progetto di rimozione e recupero della nave Costa Concordia. È presieduto dalla Regione Toscana ed è composto da rappresentanti delle istituzioni, degli enti e strutture già coinvolte nell’emergenza.

Monitoraggio ambientale

Tra le misure di prevenzione dell’inquinamento in mare, è operativo fin dai primi giorni il piano antinquinamento locale della Capitaneria di Porto che ha previsto la predisposizione di panne assorbenti attorno alla nave per contenere le possibili fuoriuscite di carburante. Oltre a questo è operativo un piano per il recupero attivo di eventuali inquinanti con panne assorbenti, panne di contenimento e pulizia della costa.

Arpat - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Toscana, in collaborazione con Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, monitora quotidianamente l'acqua del mare. I prelievi e l’analisi di campioni di acqua hanno lo scopo di rilevare l’eventuale fuoriuscita di carburante e di altri possibili inquinanti presenti a bordo. I dati sono disponibili sul sito web di Arpat.

Per quanto riguarda le attività di prevenzione dell'inquinamento a terra, sono stati sensibilizzati i comuni costieri ad adottare e implementare un piano di risposta in caso di sversamento di idrocarburi. Sono stati organizzati inoltre corsi di formazione dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con Ispra, Legambiente e le istituzioni locali per istruire volontari e amministratori sulle tecniche di pulizia della costa. I corsi sono stati realizzati nei comuni costieri e sull’isola del Giglio.

Monitoraggio degli spostamenti della nave

Viene installato un sistema di monitoraggio degli spostamenti della nave gestito dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, Centro di Competenza del Servizio Nazionale della Protezione Civile. L’obiettivo è garantire che le operazioni di ricerca e soccorso avvengano in sicurezza e monitorare gli spostamenti e le deformazioni della nave. 

Piano per il recupero del carburante

Il 24 gennaio hanno avuto inizio le operazioni preliminari al recupero del carburante e le attività esplorative e primi perforamenti per provare la tenuta della lamiera dei serbatoi - secondo il piano presentato da Costa Crociere e approvato dal Commissario delegato. Le operazioni sono condotte dalle società Smit Salvage e Neri.

Il piano per il recupero del carburante ha previsto un intervento tecnico per il prelievo del combustibile e misure per la prevenzione dell’inquinamento a terra e in mare. Il recupero del carburante è stato gestito dalle società Smit Salvage e Neri. L'intervento tecnico ha riguardato il prelievo del carburante presente nei 15 serbatoi e nella sala macchine e si è articolato in due fasi: perforazione e flangiatura dei serbatoi e pompaggio del carburante "defueling". La flangiatura dei serbatoi, cioè l’installazione per ogni serbatoio di due flange, ha permesso l'attacco delle tubature utilizzate per aspirare il combustibile e immettere l’acqua nei serbatoi di pompaggio del carburante. L'intervento è iniziato dai sei serbatoi esterni che contengono circa il 67% del combustibile, per poi passare ai nove serbatoi interni, arrivando così al prelievo complessivo dell'84% del carburante. La restante parte del carburante era contenuta nella sala macchine, che è stata l'ultima zona della nave su cui sono state fatte le operazioni.

Il 26 gennaio 2012 inizia la flangiatura di uno dei 6 serbatoi di prua.

12 febbraio – Avvio del piano di recupero del carburante. Il 19 febbraio si conclude la prima fase delle operazioni di recupero del carburante dai primi sei serbatoi, per un totale di 1.308,6 metri cubi di carburante prelevati, pari al 67% del totale presente nella nave.

24 febbraio – Fase due e tre del piano di recupero del carburante: iniziano le operazioni della fase due, cioè del prelievo del carburante nei 9 serbatoi di poppa, che si stima contengano il 17% del totale del carburante. Le operazioni si concludono dopo pochi giorni. Il 3 marzo iniziano le operazioni della terza fase di recupero del carburante con la realizzazione del varco che consentirà di accedere alla sala macchine della nave Costa Concordia, dove si procederà allo svuotamento degli ultimi serbatoi.

24 Marzo: Conclusione delle operazioni per il recupero del carburante. Dal 12 febbraio, giorno di inizio delle operazioni, sono stati aspirati complessivamente 2.042,5 metri cubi di idrocarburi.

Piano per la raccolta e smaltimento dei rifiuti

31 gennaio – Inizia il recupero del materiale galleggiante e ingombrante fuoriuscito dalla nave: questa fase rientra nel piano per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti che si trovano all’interno della nave. Il piano elaborato da Costa Crociere e successivamente approvato dal Comitato tecnico-scientifico, prevede il recupero di materiale galleggiante e depositato sul fondale, e il recupero delle acque nere.

13 marzo – Conclusione delle operazioni per il recupero delle acque nere

Terminano le operazioni per lo svuotamento delle acque nere da tutte le casse accessibili della nave condotte dalle società Smit Salvage e Neri che portano al recupero complessivo di 240 metri cubi di acque nere.

fonte: Protezione Civile